Le aziende? Sono oceani narrativi in cui tuffarsi

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Per quanto vitali, le aziende, piccole o grandi, non sono solo dati e fatturati. O meglio, a produrre e governare dati e fatturati sono delle persone, professionisti che mettono tutta la loro esperienza e la loro intelligenza, arricchiti da una volontà tenace, per rendere quei numeri ogni anno migliori, vincenti. L’insieme dei numeri e delle risorse umane che li hanno prodotti forma quindi il valore complessivo di ogni azienda, senza se e senza ma. Ma dati e persone non sono solo “freddi” numeri e mansioni tabellari. Cosa sono le persone se non delle storie da raccontare?

Chiunque abbia contribuito al successo della sua azienda ha sempre qualcosa da dire al riguardo. E queste storie sono la vera ricchezza, l’oro invisibile che manda avanti le organizzazioni, nessuna eslcusa, perché senza narrazione non c’è memoria, e senza memoria non c’è futuro nè umanità. Nessuno lavora solo per soldi o solo per fare carriera, non è la verità. Il lavoro è molto di più. È vita che coltiva se stessa attraverso un fine, alto o basso poco importa. Il lavoro è la vita dei lavoratori, a volte bella, altre meno. Ma sempre un valore.

E per riuscire a scovare questo metallo immateriale, anomalo e prezioso sta nascendo una figura professionale speciale, il brand reporter, o meglio, il cacciatore di storie. A lui il compito di trovarle e di restituirle in una veste efficace e sintetica. Come un pittore che individua e dipinge anche gli aspetti meno evidenti, il brand reporter crea un racconto di un’organizzazione a partire dalle sue storie. La comunicazione oggi, in un’era in cui si insegue solo il sensazionale per distinguersi invano dalla massa dei concorrenti, ha bisogno più che mai di una narrazione nuova, capace di vedere nella dimensione autentica delle persone il valore da cui partire. 

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